Operativo il nuovo sistema anti-DDoS a supporto della sicurezza digitale dell’Ateneo

15.12.2025

In uno scenario internazionale segnato da una crescita senza precedenti degli attacchi informatici, l’Ateneo rafforza la protezione delle proprie infrastrutture digitali. Tra il 2024 e il 2025 gli attacchi Distributed Denial of Service (https://it.wikipedia.org/wiki/Denial_of_service) hanno registrato un aumento del 41% a livello mondiale nel solo primo semestre 2025 e del 77% a livello nazionale.

Le campagne più recenti hanno raggiunto livelli record, con picchi prossimi ai 30 Terabit al secondo, mentre è cambiata in modo evidente anche la platea dei settori colpiti, con un coinvolgimento sempre più frequente della pubblica amministrazione, della logistica e delle infrastrutture critiche. Un’evoluzione che conferma come il DDoS sia ormai utilizzato come vero e proprio strumento di pressione e sabotaggio su larga scala. 

Parallelamente è cresciuta anche la complessità degli attacchi. Oggi non si tratta più di semplici ondate massive di traffico, ma di campagne multi-vettore, mirate e spesso camuffate da traffico legittimo, capaci di colpire simultaneamente più bersagli. In questo contesto, la capacità di individuare in tempo reale le anomalie, proteggere i servizi applicativi e garantire la continuità operativa diventa un fattore strategico imprescindibile.

È proprio in questa direzione che si colloca l’importante risultato raggiunto dall’Università di Padova. Il 20 settembre 2025 è entrato in produzione il nuovo apparato di protezione anti-DDoS a difesa delle reti di Ateneo. L’aggiornamento dell’infrastruttura permette oggi di filtrare quotidianamente circa 100.000 vettori di attacco e di mitigare con cadenza settimanale attacchi DDoS che, in assenza di adeguate contromisure, rischierebbero di saturare i servizi.

Il risultato è un significativo incremento del livello di resilienza dell’intero ecosistema digitale di Ateneo. Un risultato che riflette l’attenzione costante dell’Ateneo verso la sicurezza dei servizi digitali a supporto della didattica, della ricerca e delle attività amministrative. Un lavoro in gran parte invisibile, ma fondamentale per assicurare continuità e affidabilità alle infrastrutture.